CAPITOLO 3 !!!!
I TVXQ sembrarono piuttosto tranquilli quando Nicole entrò nella stanza e si chiuse la porta alle spalle per non far più penetrare il vento di quella notte.
Non una parola, nell’istante in cui Ida la andò ad abbracciare con addosso una giacca davvero troppo grande per la sua taglia, facendole cadere dalle mani la borsetta. Insolitamente calmi anche quando Nicole, senza scomporsi, spiegò loro che le dispiaceva molto per Ida e che non aveva anche lei la più pallida idea di come aveva fatto…
… il comportamento allibito e sconcertato dei ragazzi era, senza ombra di dubbio, del tutto normale, pensando alle varie deduzioni che avevano preso in considerazione minuti prima.
Bisogna sapere, infatti, che al termine del concerto, i DBSK non avevano perso tempo e insieme a vari tecnici (guai andare senza…), avevano confabulato sul come e sul perché della bambina nel palco.
Le conclusioni più ovvie miravano su un fatto architettato ingegnosamente da delle fan che non vedevano l’ora di conoscerli di persona, sicuramente per chieder loro autografi, scattare foto o qualsiasi altro ingegno che si potevano inventare…male male che doveva andare, li avrebbero gridato (il che non era per niente piacevole) che li amavano, che pensavano solo a loro, che non vivevano senza una loro canzone e via di questo passo…
Decisamente le fan a volte non le capivano… o forse erano loro a non capire i ragazzi… come potevano pretendere che le avrebbero “amate” solo perché le scrivevano una firma su un pezzo di carta?? O come potevano illudersi che uno di loro sarebbe stato il “principe azzurro” se neanche si conoscevano??
La cosa era decisamente assurda… e Ma x se lo ripeteva sempre assieme agli altri… solo Hero non la pensava così… diceva << loro darebbero la vita per noi e quindi dovremmo ammirarle e amarle>>
…Beh, su questo non c’era dubbio, ma non era normale che delle ragazze sprecassero la loro vita ad innamorarsi “dell’irraggiungibile”… era da scemi… ognuno deve vivere la propria vita… se lui da piccolo avesse pensato “a quanto era bella, brava, dolce quella…” allora non si sarebbe trovato certo dov’ era in quel momento…
Naturalmente era sempre felice di avere delle fan, ma fan intelligenti, non fan che non facevano altro che pensarlo dalla mattina alla sera… mica era una droga lui,no??
Per questo, come gli altri (sempre preparato al peggio), era rimasto del tutto colpito alla vista di una fan, per la prima volta, senza segni di rosso nei vestiti ( indossava, invece, un abitino turchese che gli arrivava alle caviglie e un morbido copri - spalle panna), una fan che ancora non li aveva fatto (come usuale) i complimenti per il concerto, dicendo che erano stati bravissimi… niente… strano…
Così strano che Max fu il primo a parlare quella sera… lui, che essendo il più “piccolo” faceva sempre andare avanti i più “grandi” ; lui, che a differenza degli altri non aveva avuto 100 “ragazze”, ma solo una prima di entrare nell’ SM; lui, che a differenza degli altri, non faceva lo scemo con le girls di nascosto ( i manager sempre all’erta)…
…parlò per primo… e fu una cosa così semplice, così veloce, che quasi spaventò anche lui…
<< Ciao Nicole. Io sono Max! Piacere di conoscerti. Vieni, ti mostro la seconda uscita, così non dovremo mettere in ansia i nostri manager e dar possibilità a giornalisti e fotografi di vederti>>
Perché farla aspettare oltre? Aveva preso la sorellina. Questo le era bastato. Questo bastava a lui. Non voleva che gli altri, nonostante migliori amici, scherzassero anche con lei… Non voleva che i “superiori” arrivassero all’improvviso per sottoporla ad un estenuante interrogatorio da terzo grado. Non sapeva neppure la ragione precisa di tutto quello che stava facendo. Si ritrovò che non gli importava.
Nicole lo osservò un po’ divertita ma senza aggiungere altro si fece guidare da lui.
Era la prima volta che prendeva ordini da un ragazzo. Per quanto dolce e gentile la definivano, odiava i ragazzi che si sentivano sempre superiori a tutti, come se il mondo ruotasse attorno a loro. Eppure non parlò , prese Ida per mano (la piccola oramai troppo stanca per opporsi) e uscì, seguita da Max.
Il vento, non ancora passato, portava oramai con sé anche gli ultimi animi elettrizzati di quella notte…
<< E’ la prima volta che vieni ad un nostro concerto Nicole ?>>
<< Sì, ed è anche la prima volta che vi ascolto cantare>>
<< Come ?>>
<< … mi ha convinto una mia amica a venire… io non sapevo del vostro gruppo… >>
<<… Strano… qui siamo molto popolari direi…>>
<< Sì, hai ragione, ma a casa non ascoltiamo molto la musica e dove ballo mettono solo musica classica.>>
<< Balli?>>
<< Certo, da quando avevo tre anni e mezzo direi..anche se non ricordo niente di allora…mia madre è sempre stata molto esigente con me, sin da quando ero piccola>>
<< E sei in Giappone da molto ? Dove sei nata?>>
<< Vengo dall’Italia. Sono nel Giappone da circa 5 anni. Mi sono trasferita per frequentare qui la scuola di danza che dicono sia una delle migliori al mondo.>>
<< Vero. Balli nei teatri allora ?>>
<< Sì, quasi ogni mese. Viaggio molto.>>
<< Capisco…>>
<< …E tu?…Max?>>
<< Io? Io ballo ovunque mi piace ballare. Ballerei anche qui se ti va.>> Rise divertito.
La ragazza si voltò per guardarlo. La sua domanda non era riferita la ballo… ma lasciò perdere… Era la prima volta che lo osservava da così vicino.
Ed era davvero bello. Bello nella sua semplicità unica. Bello come lo si dice di una rosa appena sbocciata, di un cucciolo assieme alla sua mamma… bello come quando arrivata la notte, il cielo si riempiva di stelle luminose e ci si poteva giocare a trovare la forme… bello come il segno lasciato sulla sabbia da una mano frettolosa o dalle onde del mare in tempesta… bello, solo come lui.
Si pensò del tutto pazza…
Probabilmente era che camminavano così vicini.
Probabilmente era la tensione non ancora passata. E che si rafforzava sempre più man mano si avvicinavano alla macchina dei maggiordomi aspettanti con ansia le loro “ signorine”.
Ida, appena li vide, cominciò a correre, e del tutto stanca, salì in macchina.
Nicole si fermò. Lo doveva salutare…Cosa doveva dirgli? Come?
Max la guardò. Aspettò.
<<…grazie di tutto Max. Mi ricorderò di te.>>
<< … arrivederci Nicole. Anche io.>>… forse avrebbe dovuto dirle tante altre cose…
Ma non era quello il momento giusto…
Allora, le appoggiò delicatamente le mani sulle braccia esili.
… Nicole non lo guardava più. Attenta al dolce suono del vento che le parlava, e a quel delicato, quasi impercettibile profumo che la stava avvolgendo…
Max la fissò piano, con delicatezza, come se un solo sguardo di troppo sarebbe stato un errore… le si avvicinò e senza paura le diede un piccolo intenso bacio sulla fronte.
Poi si allontanò, sorrise dolcemente e voltatosi,corse via verso lo stadio.
Nicole, non ancora sicura di quel che fosse accaduto, lo osservò per un po’ correre via.
Salì velocemente sulla BMW scura e tornò a casa.
Erano le quattro di notte. La madre si era da tempo addormentata.
Le domestiche poggiarono Ida sul letto, e Nicole si cambiò più in fretta che poté; infine chiese di non essere disturbata e si chiuse a chiave nella stanza: doveva chiamare Jamigh e raccontarle tutto… o quasi. Non era sicura se dirle anche quel piccolo incidente della sorella… ma tanto prima o poi l’avrebbe saputo comunque dai giornali o roba simile.
E Max? No… quello era ancora presto… perché si era ferma con lui poi? Non avrebbe dovuto lasciarlo avvicinare. Era stata una stupida. Non sarebbe più successo. Se anche un giorno lo avesse r’incontrato. Non era un giocattolo lei che si faceva baciare da tutti.
E poi, chi lo conosceva? Solo perché era un ragazzo famoso aveva il diritto di fare quello che voleva… per un attimo cercò di mandarlo a quel paese… poi si trattenne… non era stata del tutto colpa sua… e poi magari era anche davvero carino… forse di più… davvero bello… sìsì, bello… ma questo non giustificava quello che aveva fatto…a pensarci, non le aveva neanche dato il tempo per conoscere gli altri TVXQ… poco male, Jamigh non l’avrebbe ammazzata nel sapere che aveva parlato con il “suo” Micky senza avergli chiesto il numero di telefono… roba da matti…
Così, immersa nei suoi pensieri, si alzò dal letto per prendere il cellulare… solo dopo realizzò: aveva dimenticato la borsa al concerto.